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Translation published
in the Vol. 4 of Storia dell'Umanità, De
Agostini, page 534, April 2002. |
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Lo sviluppo, verso il
1200 a.C., delle capitali regionali in
Mesoamerica è collegato alla maturazione di uno
stile originale e di una iconografia basati su
una serie di credenze specifiche. A partire
dall’inizio del <XX> secolo questa
particolare espressione culturale è stata
designata con il termine “olmeca”. Col
tempo, l’ambiguità iniziale di questa
definizione, già notata da W. Jimenez Moreno
negli anni ’50, è aumentata, come ho
ampiamente dimostrato in altri miei lavori.
Purtroppo il termine è stato utilizzato per
troppo tempo perché sia seriamente possibile
pensare di farne a meno, ed occorre tuttavia
esaminare i postulati erronei insiti nel suo
utilizzo.
Il termine “olmeco” un problema semantico
Nella storia delle ricerche scientifiche, è
interessante osservare come una serie di eventi
casuali possano dare vita a determinate correnti
di pensiero e schemi di interpretazione. Nel
1925 quando gli autori di Tribes and Temples
(1926-1927), F. Bloom e O. La Farge, e
successivamente M. Stirling (1940) scoprirono,
tra le pianure paludose della Costa del Golfo
del Messico, i siti archeologici di La Venta,
Tres Zapotes e San Lorenzo, con le loro sculture
monumentali di roccia vulcanica, non fu
possibile assegnarle a nessuna cultura
mesoamericana all’epoca conosciuta. Questo
notevole complesso culturale venne finalmente
classificato, per ragioni squisitamente
pratiche, come “olmeco”, termine già
proposto verso la fine degli anni ‘20 da Beyer
e Saville. In realtà il nome individua un
gruppo etnico protostorico, gli abitanti della
terra di Rubber (gli Olmechi) che vivevano lungo
la Costa del Golfo poco prima dell’arrivo
degli spagnoli e che probabilmente non avevano
alcun collegamento specifico con il complesso
archeologico scoperto. Nonostante tutto ciò
questa convenzione prese piede e il termine
“olmeco” ben presto acquisì proprietà
semantiche ambigue.
Questa associazione confusa di un gruppo
etnico storico con una scoperta archeologica non
ancora definita, sulla quale viene trapiantato
una sorta di determinismo linguistico, fece
ritenere che in epoca archeologica la Costa del
Golfo fosse il centro geografico di un gruppo
etnico prometeico, gli Olmechi, caratterizzato
da notevole dinamismo e precocità culturale, e
pertanto predestinato a influenzare, dominare e
conquistare i popoli confinanti, i quali a causa
del loro anonimato sembravano trovarsi in uno
stadio di sviluppo passivo e arretrato.
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last updated: 06/10/2007
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